Non c'è niente di costante tranne il cambiamento

Blog di Cristina Savi - Trovare nuovi modi per comunicare


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sabato 12 giugno 2010

PRO MUOVERE

Promuovere

Questo verbo da proprio l'idea del movimento (da e verso qualcosa), mentre spesso ci si trova davanti all'uso della parola nella forma più statica possibile.

Cosa intendo?

Dico che per spingere le persone ad essere attratte dalla mia attività, dalle mie scelte, dai mie prodotti, dalle mie iniziative devo fare, oltre che dire, e soprattutto non ci si può fermare alla bella idea.

Come fa il pubblico a conoscere? Dove lo incontro? So come informarlo?

Le informazioni che arrivano ad ognuno di noi sono tante, a volte troppe, e ognuno di noi seleziona.

Su quale base avviene la selezione?

Sulla base dell'esperienza che posso vivere.

Solo la pratica, l'emozione, la sensazione che s'imprime nella memoria aiuta il processo di promozione.

Promuovere la propria attività non è solo farla conoscere al maggior numero di persone, in maniera incondizionata. Questo sarebbe troppo rischioso e poco duraturo. Basta il primo concorrente con idee migliori, budget maggiori, canali migliori e la propria promozione sarebbe già verso il declino.


Mentre il considerare la promozione come una scelta consapevole che porti la propria azienda a salire nella graduatoria preferenziale di ogni individuo, questo è essere promosso.

Questa scelta è più difficile da mettere in pericolo.

Non posso dire alle persone. Sceglimi perché sono bravo. Al massimo: ti invito a vede

re! o Siediti a gustare! O vieni a provare! Etc. Ma studiando una buona forma di comunicazione.

A tal fine voglio citare l'iniziativa organizzata con un ristorante locale.

Come far riacquistare fiducia al locale? Come farlo entrare nuovamente tra le scelte del pubblico? Come far parlare del locale stesso? Come far riconoscere i punti di forza?

Organizzando una cena promozionale: prezzo contenuto, menu esemplificativo, buona compagnia.

Scegliere un partner semplice ma che possa avere un seguito.

Non puntare sui grandi numeri ma sulla soddifazione (quasi totale) dei partecipanti.

Cosa non può mancare? Qualità, servizio, sorriso.

Parole d'ordine: umiltà e cortesia.


Questa è promozione!!






sabato 24 aprile 2010

FREE STYLE RELOADED - REPORT

Chi ha seguito l'evento FreeStyle ieri sera e chi legge il mio blog sa di cosa sto parlando.
Abbiamo realizzato il primo FreeStyle Reloaded. E' stato un successo!

FSR vuole promuovere eventi che creino reti di relazioni unite dai temi della ricarica: ricarica di energie emotive grazie all’incontro con altre persone, ricarica nel senso di riutilizzo come lo scambio di libri, ricarica come apprendere nuovi saperi o pratiche dimenticate, ricarica come strumento per ricaricare le aziende di nuovi stimoli e di un rapporto diretto con l'utente/cliente.


In programma, oltre al bookcrossing (scambio di libri), serate dedicate all’armocromia, alla produzione di accessori moda e per la casa con materiale risciclato, scambio di cd, ri-uso di materiali modificandone la destinazione, ecc.

I nostri eventi sono itineranti.
In diversi spazi, luoghi, momenti per poter intercettare le esigenze diverse e poter essere strumento di promozione e comunicazione nuovo e a basso costo.

Unire l'interazione virtuale all'incontro reale crea, quando possibile, una relazione più stretta.

Alcuni mi hanno chiesto di poter organizzare eventi o iniziative del genere anche presso la propria azienda o locale. Arriviamo!

Per organizzarne uno a casa vostra o nel vostro locale scrivete a info(chiocciola)cristinasavi.it o chiamate il 347/6446152.

Partecipanti del 23aprile2010: circa 80 persone
Soddisfatti: tutti
Tempo trascorso: 3 ore
Punti di forza: incontro tra le persone, scambio di libri, svolgere una pre-serata diversa dal solito, promozione di un'attività commerciale che molti non conoscevano, creare rete anche con altri partner commerciali.
Limiti: concordare prima i prezzi di mescita o di erogazione servizi o vendita prodotti promozionali

venerdì 16 aprile 2010

TRA COMUNICAZIONE E REALTA'

Quando si studia marketing ti insegnano che tra i pilastri fondamentale del marketing operativo aziendale esiste la COMUNICAZIONE.
Allora mi sono sempre sforzata di capire e cercare di spiegare che la comunicazione è importante, che è importante condividere all'interno dell'azienda ciò che si vuole comunicare, che non si può prescindere dalla comunicazione se si vuole migliorare la prodduttività aziendale, che solo con la comunicazione rendo esplicito ciò che è implicito.
E non finisco mai di ripetermi che comunicazione è dialogo, quindi prevede interazione e interattività.
Cosa fa comunicazione?
Biglietto da visita, carta intestata, shopper personalizzati, il sito web, le inserzioni pubblicitarie, un blog, le relazioni pubbliche, le sponsorizzazioni, ecc....
Ma quale obiettivo?
Ecco e qui, di solito, iniziano i problemi. Non conoscere l'obiettivo, cosa si vuole trasmettere? A chi?
Allora l'esigenza di capire che non tutti gli strumenti di comunicazione vanno bene per tutto e tutti e soprattutto non tutti i mezzi permettono di raggiungere il target interessante per l'azienda.
E' vero che la comunicazione integrata è una risorsa. Ma bisogna definire bene il mercato, le risorse, il ritorno atteso.

Anni fa mi sono imbattuta in un cliente, un centro benessere, che ad ogni costo voleva un sito web, gadget personalizzati e "qualcosa" che incrementasse il flusso della clientela.
Ho provato a spiegare che era necessario fare un'analisi di mercato, anche in piccolo, per capire la concorrenza e analizzare i segmenti potenziali. Ho provato a dire che non potevamo ignorare i clienti già esistenti, che valeva la pena investire su questi per poi crescere, che un ottimo servizio al cliente era, nel suo caso, un'ottimo investimento in comunicazione.
Invece, la titolare, era decisa a volere il sito e comunicazione esterna.
Io non ce l'ho fatta. Ho mollato il colpo. Non era serio. Far investire il centro benessere in ciò che voleva sarebbe risultato inutile.
E così il centro in questione ha fatto realizzare da un professionista un eccellente sito web, ha realizzato pubblicità sui pulman di trasporto urbano, ha publicizzato l'attività attraverso il circuito dei panettieri, aderendo alla sponsorizzazione dei sacchetti di carta che i panettieri usano per i propri clienti. Ha realizzato cartoline personalizzate che fungono da buono regali, ha biglietti da visita (promemoria per le clienti) di buona qualità.
Io non so quanto il centro abbia investito in tutto ciò, ma il problema è qual'è il suo target? Dal momento che i prezzi sono medio alti perchè sponsorizzare i sacchetti del pane? Dal momento che l'immagine che si vuole trasmettere è chic e ricercata perchè fare pubblicità sui mezzi di trasporto e soprattutto cosa farsene di un sito web. E' una vetrina, ma per quale valore aggiunto?

Oggi il centro benessere esiste, ma i clienti esistenti non sono soddisfatti.
Clienti che negli ultimi anni hanno usufruito di alcuni servizi lamentano insoddisfazione e peggioramento della qualità. Eppure la gestione è la medesima e i prezzi anche, forse un pò più alti.
L'errore sta nel non investire nel servizio interno, nella relazione, nello svolgere relazioni pubbliche, nel non occuparsi dei clienti acquisiti.
Non c'è servizio di accoglienza, il personale non è sempre esperto, nello spazio relax si trovano gli stessi libri di tre anni fa, i biscottini insieme alla tisana non esitono più (o meglio te li porta la ragazza che ti ha appena fatto il massaggio che nel frattempo è scesa dal panettiere e te li "svuota" davanti direttamente dal sacchettino), mentre il cliente è in sala relax può capitare che la ragazza pulisca l'area adiacente con tanto di guanti e aiax.

Insomma in questo modo è facile che i clienti non siano felici, e un cliente non felice non torna e un cliente che decide di non tornare non fa buona promozione all'azienda oltre a diminuirne il fatturato.

Questo per dire che non basta comunicare, bisogna capire come e con quali strumenti.
Mantenere coerenza tra ciò che si promette e ciò che si può mantenere.
Investire qualche ora in più in relazioni e nei dettagli piuttosto che qualche euro in più in strumenti poco effecaci.

sabato 3 aprile 2010

Comunica FreeStyle


Questo è il nome del blog. O il titolo. O l'indirizzo.
Ma cosa vuol dire? Perchè comunica e non comunicazione?
Perchè voglio trasmettere la filosofia freestyle. Non è la comunicazione a essere freestyle ma l'atto di comunicare. Cioè la forma e il contenuto del dialogo.
Sia nell'ambito quotidiano che in quello pubblicitario e delle pubbliche relazioni penso che ci sia una mancanza di azioni di comunicazioni. Le persone non comunicano, al massimo parlano, le aziende non comunicano, se va bene vendono, se va male chiudono.

Comunica freestyle vuole rompere gli schemi, quegli schemi che impongono le grandi Agenzie di Comunicazione, quelle regole create per le grandi aziende e per i grandi budget.
Comunica freestyle vuol dire avere uno stile, il proprio.
Anche nel "piccolo" si può comunicare. Ogni giorno e con ogni azione si può comunicare.
Non basta più avere un buon prodotto, che già è un'ottima base di partenza, bisogna creare situazioni di dialogo.
Le pubbliche relazioni sono determinanti, individuare le situazioni importanti per sè, sceglierle e selezionarle.
La collaborazione con altre realtà è fattore chiave per rafforzare il proprio business, per far fronte ai grandi centri commerciali e alle richieste sempre più complesse degli utenti. Anche questo è atto di comunicare.

Non mi stanco mai di dire alle piccole aziende, anche ottime, che l'interazione con l'esterno, l'incontro con il pubblico, la conoscenza del proprio cliente sono fattori determinanti di crescita.

Non vale più, o almeno non sempre : sono bravo, quindi il cliente viene da me.
Non funziona.
Il cliente deve prima scegliere, poi acquistare, poi essere fidelizzato e gestito.
In ognuna di queste fasi il fattore chiave è comunicare.

Comunica FreeStyle!