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mercoledì 26 giugno 2013

Cucina in corso



Dopo le richieste delle ultime settimane sono ruscita ad organizzare, con la collaborazione di Lilla Nigro, un altro corso base di cucina macro-bio-veg, per tutti coloro che vogliono rivedere il proprio stile alimentare, per i curiosi e gli amanti del cibo sano e gustoso, per le persone che si chiedono quale alternativa vi sia alle insalatone estive e a prosciutto crudo e melone. 

E soprattutto per coloro che, dopo aver scoperto come ci si sente bene con un'alimentazione tradizionale, a base vegetale, e varia hanno voglia e bisogno di capire come si possa fare in pratica.

E anche per coloro che credono che una cucina sana sia per forza monotona e lontana dalla cucina mediterranea e tradizionale.

E perchè Dire, fare, mangiare non è solo un modo di dire

Il luogo: sala polifunzionale della Parrocchia di Renco - Via Battaglione Intra - VB
La data: 28 luglio 2013
Gli orari: dalle 10,00 alle 15,30

I contenuti: un approccio creativo alla cucina sana senza, per questo, rinunciare al gusto: ricette tradizionali rivisitate, ingredienti originali, preparazioni semplici, nozioni di base, e tanto colore.

Il menu proposto:

Insalatini di verdure miste di stagione con semi e salsa delicata
Velluata fredda di zucchine, rucola e erbe aromatiche
Riso integrale con pesto di sedano
Quinoa estiva
Seitan tonnato
Insalatina fresca con salsa agrodolce
Carote saporite alla senape
Mousse di pesche con croccante alle mandorle

Le parole chiave: stagionalità, varietà, equilibrio

Questo è un corso estivo, che ci permette di essere presenti in attesa del programma completo di corsi di cucina monotematici e di approfondimento che caratterizzeranno l'autunno-inverno 2013-2014 con fantasia e novità.


Perchè macro?
Perchè la matrice da cui si parte è la filosofia macrobiotica, in cui dietro alla cucina c'è una teoria, un principio unificatore (yin-yang), una cultura "vecchia" di millenni. 
Perchè si utilizzano prodotti tipici della cucina macrobiotica, che non solo sono gustosi ma hanno anche enormi benefici sulla salute.
Perchè si scoprono sapori nuovi, si sfatano false leggende e si scopre un approccio nuovo.
Perchè è bene sapere che vi sono ingredienti (come miso, shoyu, umeboshi) che hanno una valenza oltre che di gusto anche, e soprattutto curativa. E come tali vanno utilizzati. Senza con questi stravolgere i sapori e la naturalità della nostra cucina. L'incontro tra culture ha il compito di arricchire, non di sostituire o eliminare ciò che esiste già.

Perchè bio? 
Perchè gli ingredienti utilizzati sono di provenienza da agricoltura biologica. 

Per tutti coloro che ne apprezzano il valore e anche per coloro che dicono "ma tanto il biologico è una bufala", "conosco agricoltori che mi hanno detto che stanno a norma quando sanno che arrivano i controlli" "ma se uso bio e non c'è scritto che la soia non è ogm". Non con l'intento di sfatare leggende ma con la volontà di alimentare una buona prassi.

Perchè veg?
Perchè la base della nostra proposta è quella vegetale. 
Perchè si può nutrirsi con gusto, a sazietà, con equilibrio sapendo fare le scelte opportune e avendo conoscenza di quali alimenti utilizzare. 
Per soddisfare chi ha fatto una scelta etica.
Per creare le fondamenta ad un'alimentazione che può poi essere arricchita con cibi occasionali, eccezioni e proposte alternative.

L'idea di fondo, e ciò su cui io insisto sempre, è che alcuni cambiamenti in cucina non sono stravolgimenti culturali o traformazioni complete. Ma più semplicemente una riscoperta di sapori autentici, di cucina di base (con cereali, verdure, legumi e frutta), di una teoria che sta dietro alla cucina, di nuovi (e a volte utili) ingredienti, di ricette tradizionali, di piatti rivisitati e di aromi (e intendo quelli dell'orto) naturali.
 
Le iscrizioni si chiudono il 18 luglio 2013
Per info e prenotazioni contattare: Cristina 347/6446152 - info@cristinasavi.it o Lilla 333/3511664

mercoledì 8 maggio 2013

Naturale o artificiale? Dipende!



Ringrazio ancora Riccardo per la sua battuta sulla mia pagina Facebook. Perchè non c'è come il confronto per poter avere l'occasione di provare a spiegare, di poter esprimere la propria opinione e, a volte, anche di crescere.

Facendo un breve riassunto indico ciò che ho risposto io all'osservazione sul cosa s'intende per Corso di Cucina Naturale: "Per una buona definizione di cucina naturale rimando al libro “Cucina naturale” di Daniela Garavini e Sandra Honegger Chiari, che definiscono “naturale” quel tipo di cucina che “rispetta la natura degli alimenti e quella di chi li deve mangiare“.
Una definizione di cucina naturale che mi piace molto anche per il fatto di mettere al centro l’uomo, oltre che gli ingredienti. Ci aggiungerei anche il rapporto "naturale" dell'uomo con l'ambiente in cui vive. Ahimè dovrebbe essere naturale l'approccio alla cucina, senza neppure doverlo indicare. E dal momento che la matrice filosofica che sta dietro a tale scelta alimentare, quella macrobiotica, oltre ad utilizzare ingredienti naturali (non raffinati, preferibilmente non privati delle proprie caratteristiche nutrizionali ed eventualmente con alcuni alimenti "rinforzati" naturalmente) pone l'accento sull'equilibrio tra individuo e proprio ambiente, tra individuo e stagioni e tra individuo e propria condizione, perchè no definire un tale corso Corso di Cucina naturale (pur non essendo il Joia di Milano che fa Alta Cucina Naturale :-))?"

Prontamente Riccardo ha risposto, e, in qualità di esperto del settore, in quanto somellier e insegnate presso un Istituto Alberghiero, lo ringrazio. Riporto la parte finale delle sue considerazioni: "nella cucina, nel mondo delle idee, per ora si può usare questa definizione (naturale n.d.r.), ma è comunque fuorviante, ancorché denigratoria... Le altre cucine non sono, infatti, "naturali"? Sono "artificiali"? Ne siamo poi così sicuri?"

Mi piace ripetere un'espressione che e' solito citare un mio insegnate (Martin Halsey di La Sana Gola): "dipende".

Ebbene, io non ritengo di avere tutte le risposte a tali quesiti, ma ho alcuni strumenti e conoscenze per ritenere che non tutte le "cucine" si possano ritenere "naturali". Partendo da ciò che intendo io per Cucina Naturale, considerando oltre al valore nutrizionale del cibo (aspetto rilevante), anche il valore energetico del cibo, e come già detto il rapporto tra cibo e uomo. 

E se penso ad alcune proposte culinarie attuali, alla diffusione degli junk food (cibi spazzatura), all'utilizzo sempre maggiore di cibo conservato e confezionato, all'assenza, spesso, dell'aspetto energetico in cucina, alla scelta di ingredienti di scarsa qualità (raffinati, coltivati con l'aiuto di concimi chimici), alla ricerca sempre maggiore di sapori che si allontanano dal sapore naturale per avvicinarsi a quello artificiale (inteso come sapore che possa assuefare il palato), al consumo di cibo animale pari a 87 kg pro capite in Italia all'anno, al consumo di zucchero pari a 24 kg all'anno pro capite negli USA, all'eccessivo utilizzo di sale, all'utilizzo indiscriminato di grassi che possano "arrotondare" il gusto del piatto e all'inflazionato consumo di cibi dolci, a base di zuccheri semplici aggiunti, allora sì mi sento di affermare che le altre cucine sono "artificiali".  


Laddove i prodotti di base, come nel caso dello zucchero, sono altamente raffinati (spesso con processi chimici ed industriali), pur essendo di derivazione vegetale (altro discorso ancora si potrebbe fare per quelli di origine animale) vengono privati di tutte, o quasi, le componenti nutrizionali. Questo aspetto non consente di considerare lo zucchero al livello degli altri cibi vegetali naturali. E laddove se ne fa grande uso, a livello artigianale o industriale, non mi sento di parlare di cucina naturale.

Infine vorrei aggiungere come siano importanti, nella mia accezione "naturale" della cucina: l'equilibrio nella scelta degli ingredienti (in base al colore, sapore, tipo di crescita delle verdure, tipo di cereale, etc), la polarità (tra energie) nel piatto (anche grazie a diversi stili di taglio e cottura), l'importanza dell'energia del cuoco/a, il rispetto delle stagionalità.

Non sono quindi sicura di cosa siano le altre "cucine" , soprattutto non so chi siano le altre, so cosa posso intendere quando parlo di "naturale" e ciò che posso proporre in tal senso.

Ancora grazie per lo spunto di riflessione.