Non c'è niente di costante tranne il cambiamento

Blog di Cristina Savi - Trovare nuovi modi per comunicare


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lunedì 5 novembre 2018

Il mio regalo di Natale: pacchetti di consulenza e imperfect soul

Ho già parlato di blog. Ma cosa penso che sia un blog? Un mezzo e non un fine.


Come uso io il mio blog (dal 2010)?

Uso il blog come bacheca (mi rendo conto) o come quelle pubblicazioni bi-annuali, non ho mai usato il mio blog per fare business, ma solo come strumento di comunicazione: veicolo da sempre le informazioni che ritengo servano, quando mi preme dire la mia su un argomento, sfruttando i social per farlo sapere. Non scrivo per forza. La rete è già troppo piena di documenti senza senso.
Scrivo qui quando i caratteri consigliati nei post dei social network sarebbero troppo pochi. Perché non amo chi narra storie o fa proseliti in un post Facebook o Instagram.

Cosa so fare e ha un senso dirvi alla fine di #pilloledifranchezza?

Questi i servizi che posso offrire e ciò che faccio. Li trovate qui 
Così conoscete ance il neonato Imperfect Soul. Una fucina, un insieme di teste, di azioni, di stili, di idee.



Un grazie di cuore a tutti voi che in questi mesi mi avete seguito, a chi mi ha fatto domande o chiesto consiglio.

#pilloledifranchezza 2018 The end

Sotto l'albero: Intorno agli unicorni. Supercazzole, ornitorinchi e ircocervi - Maurizio Ferraris - Ed. Il Mulino

martedì 9 ottobre 2018

Marketing non è promozione

Se vi dicessi beverage e vino? Oppure gardening e coltivazione?
Vi suonerebbe strano vero? Un po' ripetitivo e senza alcun senso.

Per il marketing e la promozione è la stessa cosa. Perché la promozione è una delle attività di marketing, quindi come se dicessi: prodotto, prezzo, distribuzione, promozione e promozione.

Riporto, pari pari, un pezzo di un mio post del 19 gennaio 2016 (ero ancora più pesante di adesso)

COMUNICARE LE INFORMAZIONI D'AZIENDA  
livello aziendale la comunicazione è una delle leve operative del marketing.
Il marketing non è solo:
  • la pubblicità, la promozione e la vendita o
  • l'insieme delle indagini di mercato per determinare bisogni e domanda

Spesso si confonde il termine in queste accezioni ma il marketing si declina nelle diverse forme. Nell'orientamento al mercato, il marketing non è solo azione (promozione e vendita) ma anche analisi, nella sua concezione strategica. 
Marketing, pubblicità e comunicazione non sono sinonimi.
Nel fare marketing, ci si occupa di : prodotto, prezzo, distribuzione (place) e promozione (pubblicità, social media, fiere, pubbliche relazioni, etc). 
La comunicazione ha a che fare con tutti i modi in cui l'azienda interagisce con il cliente, quindi non solo con le attività promozionali ma anche con prezzo, prodotto e distribuzione.Quindi tra gli obiettivi strategici dell'impresa (marketing strategico) vi si trovano: un' analisi costante dei bisogni e la ricerca di nuovi concetti di prodotto, che garantiscano all'impresa un vantaggio competitivo difendibile nel tempo.Mentre il marketing operativo, che si declina nelle azioni di commercializzazione del prodotto, ha tra i suoi obiettivi far conoscere i prodotti, valorizzarli e raggiungere il cliente senza doverlo ricercare. Ed è tra le leve di marketing operativo che vi si trova la comunicazione
Perché è alquanto raro che l'oggetto/prodotto/idea siano già conosciuti da tutti i clienti potenziali, che la domanda superi l'offerta e che non vi siano concorrenti.Obiettivo della comunicazione di marketing, oltre al "far sapere", è il far sì che il proprio prodotto acquisisca valore agli occhi del potenziale cliente, per fare ciò si avvale di diversi strumenti esterni ed interni, valoriali e tecnici quali: la coerenza, l'opportunità, la chiarezza, la pubblicità, i social media, la forza vendita.Resta sempre valido il concetto che definisce una comunicazione di marketing efficace se è in grado di influenzare esperienze e percezioni in modo coerente con la strategia di posizionamento della marca, aumentarne il valore, creare clienti fedeli e stimolare le vendite.
Bene, ora possiamo andare avanti!
#pilloledifranchezza

mercoledì 28 luglio 2010

Soddisfatti o rimborsati

Oggi vi voglio parlare di una realtà locale (di Verbania) che ho avuto occasione di scoprire e conoscere e alla quale voglio riconoscere due "importanti", anche se rischiose, operazioni di comunicazione, o meglio, marketing.
La realtà della quale vi sto parlando è La Bottega dei Talenti di Anna Mazzola (leggi articolo su Verbania News).
Una nuova realtà imprenditoriale, una sfida nel panorama locale, una sorta d'innovazione tra il teatro e il momento d'incontro, nella quale la parola ricorrente è GIOIA.

Ma aldilà dell'idea (che già è ovviamente una solida base di partenza per qualunque impresa) ciò che mi ha colpito sono alcune loro scelte in merito alle scelte di PREZZO legato al PRODOTTO spettacolo teatrale.
Non hanno definito un prezzo, il prezzo lo sceglie lo spettatore in base al gradimento. E' una grande dimostrazione di fiducia e generosità.

Altro fattore particolare riguarda gli stage organizzati. Qui il prezzo è definito, ma si comunica " SE NON SARAI SODDISFATTO TI RIMBORSEREMO".
Certo che non è la frase più innovativa del mondo, siamo cresciuti a claim "soddisfatti o rimborsati", ma quanto è raro legato ad uno stage, ad un corso ad un workshop?
A livello di Servizio al Cliente questo può essere vincente. Il partecipante allo stage (cliente) è più portato ad osare, entra in empatia con gli organizzatori che gli offrono la possibilità di recedere, instaura un rapporto di fiducia.


Insomma due buone pratiche di marketing e comunicazione In un periodo storico dove per stupire non servono obbligatoriamente nuovi strumenti o nuove formule marketing, ma a volte è sufficiente utilizzare con semplicità ciò che la "storia" ci fornisce e insegna.

domenica 30 maggio 2010

VALORE REALE E VALORE ATTRIBUITO

Oggi vi voglio parlare del VALORE. Il valore che viene associato al prodotto da parte del cliente.
Questo perchè mentre scrivo offerte per i clienti mi chiedo sempre, ma qual'è il valore che il cliente attribuisce al mio bene/servizio?

Nello specifico fare un'offerta per la vendita di uno spazio pubblicitario su un quotidiano online nato da 4 mesi è un'impresa titanica.
Il valore attribuito dal cliente è generalmente più basso del valore reale di tale prodotto.

Questo perchè?
- perchè è un prodotto intangibile
- perchè è nuovo
- perchè non esistono termini di confronto
- perchè il ritorno sui costi d'investimento in pubblicità è difficilmente misurabile

Ma come ovviare al problema? Questo vale per tutti i settori, anche e soprattutto per beni materiali.
Bisogna individuare il prezzo "giusto", per ciascun cliente, cioè quanto è disposto a pagare.

Significa segmentare il mercato, differenziare l'offerta in base ai target, avere diverse fasce di prodotto per diversi clienti , con diverse fasce di prezzo (quindi di costo).

Bisogna identificare il valore reale percepito dal cliente attraverso i benefici che il prodotto/servizio è in grado di offrirgli. Cioè capire cosa il cliente si attende e come possiamo soddisfarlo. Senza dover praticare eccessivi sconti, annullare i margini, sottostimare i costi.

E per capire meglio andrei anche a scomodare il concetto di marca. Cosa intendo se parlo di paniere di attributi?
In parole povere si intendono quell'insieme di fattori che sono in grado di generare l'identità di una marca. Ma di cosa sto parlando?

- Di aspetti tangibili della marca
- Di come i consumatori desiderano essere visti utilizzando la marca
- Dell'immagine di sè che ha il consumatore che utizza la marca
- Della relazione tra marca e consumatori

Tutti aspetti dai quali non si può prescindere per definire correttamente ciò che il cliente è disposto a spendere.

Ecco perchè molti consumatori sono disposti a pagare prezzi più alti o più bassi per prodotti simili o sostitutivi a quelli della nostra azienda. E' tutta una questione di benefici tangibili e intangibili che esso riceve dall'acquisto del nostro prodotto.

Riflettiamo!

venerdì 30 aprile 2010

Piccole attività, grandi volontà

Come sapete, per me il marketing è una passione, mi diverte, mi stimola, ogni tanto mi riempie la testa ma mi sa dare tante soddisfazioni.
Credo davvero che nella semplicità, nel ritorno alle origini, nell'onestà vi sia riposta una buona dose del successo delle scelte fatte dalle imprese.
Oggi vi voglio citare due casi di attività con le quali collaboro: Santy Style (salone di acconciature) e Artefiori (floral designer).

Come vedete tra parentesi ho indicato le definizioni che per abitudine troviamo ormai su biglietti da visita, insegne, siti web, ecc.
Ma cosa vogliono trasmettere? Perchè tante aziende sono convinte che per darsi un tono devono avere un titolo, una classificazione "trendy"?

Forse questo valeva qualche anno fa, ora bisogna recuperare le origini, le basi di ogni "mestiere", il significato vero. Riuscire a trasmettere la passione: LA PASSIONE NEL FARE, che va oltre le parole.

Allora a cosa si pensa? A soddisfare i bisogni. Ma quali?
In questi casi BISOGNI DI STIMA e BISOGNI DI AFFETTO (al terzo e quarto posto nella piramide dei bisogni di Maslow).
E' dimostrando stima al nostro cliente che ne otteniamo fiducia, è "coccolandolo" che lo rendiamo felice.


Ma come? Ripensando alle cose semplici.

Santy Style (nella vita Santina) ha scelto di incrementare di mese in mese la propria formazione per garantire un servizio sempre più di qualità, rivivere il mestiere di parrucchiera come colei che ti fornisce il consiglio totale per migliorare l' immagine, il look, la stima di sè.
E non solo, da questo mese, tutti i mercoledì apertura serale sino alle 22. Importante per coloro che lavorano lontano e al sabato vogliono dedicarsi ad altro.






Artefiori (nella persona di David Zonta) unisce alla sua naturale capacità artistica di "trattare" i fiori una continua ricerca di miglioramento e professionalità.
Il suo punto vendita può essere ormai riferimento per chi richiede allestimenti speciali, per la realizzazione di mazzi personalizzati, per l'acquisto di piante e fiori recisi ma soprattutto per chi crede che il fiore sia bellezza, semplicità, quotidianità.
Trasformare l'acquisto non in un'occasione, non in una necessità ma nella normalità.
E come è possibile? Usando la leva prezzo.
Differenziare i prodotti, garantire prodotti di qualità ma con confezioni semplici, senza ulteriori costi di manodopera, accessibili a tutti. Non più il fiore come bene di lusso, ma come gesto d'affetto per sè o per altri.
Offrendo soluzioni adatte a diventare complemento naturale di ogni casa, ogni ufficio e ogni locale.