Ho già parlato di blog. Ma cosa penso che sia un blog? Un mezzo e non un fine.
Come uso io il mio blog (dal 2010)?
Uso il blog come bacheca (mi rendo conto) o come quelle pubblicazioni bi-annuali, non ho mai usato il mio blog per fare business, ma solo come strumento di comunicazione: veicolo da sempre le informazioni che ritengo servano, quando mi preme dire la mia su un argomento, sfruttando i social per farlo sapere. Non scrivo per forza. La rete è già troppo piena di documenti senza senso.
Scrivo qui quando i caratteri consigliati nei post dei social network sarebbero troppo pochi. Perché non amo chi narra storie o fa proseliti in un post Facebook o Instagram.
Cosa so fare e ha un senso dirvi alla fine di #pilloledifranchezza?
Questi i servizi che posso offrire e ciò che faccio. Li trovate qui
Così conoscete ance il neonato Imperfect Soul. Una fucina, un insieme di teste, di azioni, di stili, di idee.
Un grazie di cuore a tutti voi che in questi mesi mi avete seguito, a chi mi ha fatto domande o chiesto consiglio.
#pilloledifranchezza 2018 The end
Sotto l'albero: Intorno agli unicorni. Supercazzole, ornitorinchi e ircocervi - Maurizio Ferraris - Ed. Il Mulino
Non c'è niente di costante tranne il cambiamento
Blog di Cristina Savi - Trovare nuovi modi per comunicare
Cerca nel blog
Visualizzazione post con etichetta strategia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta strategia. Mostra tutti i post
lunedì 5 novembre 2018
lunedì 29 ottobre 2018
L' e-commerce è in crescita, ma non guarisce tutti i mali
Ormai chiunque, dei miei colleghi, o affermati studi di consulenza, parla di e-commerce quale la frontiera più evoluta per allargare fette di mercato, ovvero aumentare il fatturato, o anche solo per rimanere "vivi" in un sistema economico che non può fare a meno dello sviluppo del commercio elettronico.
E' vero, ci sono dei pro, e vi dirò per chi, e dei contro e farò altrettanto.
I PRO
E' vero, ci sono dei pro, e vi dirò per chi, e dei contro e farò altrettanto.
I PRO
- l'artigiano che produce, produce e produce, ha molta merce pronta e deve trovare nuovi canali di vendita perché a livello locale il mercato è saturo
- il commerciante che ha scelto di vendere prodotti esclusivi e di nicchia, o personalizzati che necessitano di nuovi target (un pubblico non necessariamente residente nel raggio di 20 km) per far fronte alle immobilizzazioni di magazzino, ma anche per vendere ciò che "vende" a parole utilizzando i social.
- il creativo che vuole testare il mercato senza affrontare il rischio di un'impresa e dei costi di uno spazio fisico, soprattutto se offre pochi pezzi per prodotto e unici
- i blogger che inventano una linea propria, l'e-commerce è comodo per convertire immediatamente i like dei follower (che altrimenti capite che servono a poco) in moneta, ovvero "pensi sia bello, o buono, puoi acquistarlo direttamente"
- far parte di un market place, in cui uno entra e compra come fosse in una piazza, perché trova tutti i settori. Quindi unitevi piccole imprese e fate rete. Magari con un blog collettivo (link), incentivate l'esperienza d'acquisto presso di voi e unite le forse per gestire l' e-commerce.
I CONTRO
- il commerciante che vende grandi marchi non apra un e-commerce suo. Trovi un accordo di scontistica e diriga gli acquisti all'e-commerce già esistente (ormai tutte le grandi imprese commercializzano anche online)
- cosa succede alla parte emozionale dell'acquisto? Chi volesse solo risparmiare se ne frega, chi invece sceglie prodotti con un acquisto online con budget sopra i 100-150 euro si aspetta l'emozione nella ricezione del pacco a casa. Quindi non pensate che basti uno scatolone riciclato e del polistirolo. Attenzione al packaging e se potete agite sull'olfatto.
- essere piccoli, fare tutta una serie di attività di comunicazione e rischiare che il cliente potenziale cerchi i prodotti, da voi decantati, online, ma non attraverso voi, ma attraverso gli e-commerce già esistenti in rete. E' facile ormai trovare tutto. Quindi se proprio voleste parlare di un prodotto accertatevi che il vostro fornitore ne sia al corrente e vi riservi un prezzo adatto oppure aprite un vostro e-commerce ma solo ed esclusivamente per prodotti che necessitino di una consulenza per essere acquistati e utilizzati, oppure che creiate dei servizi aggiuntivi all'acquisto che fidelizzino il cliente online (letteralmente poco fedele). Altrimenti perché uno dovrebbe acquistarli da voi e non su altre piattaforme?
Esiste ormai la possibilità di collegare, gratuitamente, i vostri prodotti (ad esempio presenti sul vostro e-commerce) direttamente dalle piattaforme social più conosciute: Facebook e Instagram.
Per qualunque altra informazione chiedetemi pure.
Se voleste una consulenza trovate tutti i servizi, che offro, qui.
#pilloledifranchezza
lunedì 15 ottobre 2018
Influencer, ambassador o brandvocates
Di cosa sto parlando? Di possibili strategie da utilizzare sui social per sfruttare al meglio la capacità di diffusione della rete investendo, con un po' di criterio, il proprio budget di comunicazione (che bisogna avere).
Degli influencer avevo già parlato. E si definiscono influencer, con distinzione tra "Stelle", per intenderci, Chiara Ferragni e Alice Campello e "Stelle nascenti" come Valentina Cabassi, coloro che influenzano (così si crede) le decisioni di consumo, aumentando la propria notorietà e quella di un marchio (o più di uno ormai).
Per parlare di cifre, un post della Ferragni costa all'azienda 12.000 euro (dati 2017).
Ma non sono cifre per la piccola media imprese queste.
![]() |
| Imperfect note book |
Meglio concentrarci su Ambassador e Brandvocates (anche detto brand advocates)
Il primo si può immaginare come l'ambasciatore del brand, colui che per proprie competenze riceve un compenso per diffondere comunicazioni, utilizzo di prodotti, proposta di stile.
In questo caso la piccola media impresa si potrebbe avvicinare a qualcuno di questi, con profili e reputazioni affidabili solo se:
- approfondimenti sulla concorrenza, sull'andamento dei prezzi e della distribuzione sappia cosa siano;
- si prodighino realmente per la promozione del prodotto/servizio mostrandovi un reale piano editoriale (nel caso di pubblicazione sul blog e post sui social), le iniziative programmate che intende compiere, le attività collaterali che metterà in atto con il brand. Ricordate che li pagate per le competenze non perché fanno belle foto;
- vi dica quali obiettivi potrete raggiungere e in quanto tempo.
In mancanza di uno solo di questi fattori, sono soldi buttati via.
Il Brand Ambassador è responsabile della visibilità del vostro marchio e del relativo sviluppo. Deve incoraggiare le relazioni. Fatevi dire come intende farlo.
Se vorrete buttarvi in questo mondo, navigate, navigate tra i blog che vi interessano di più, guardate i profili social, e cercate le persone che hanno fatto della propria passione una professione, ma seriamente. Che siano preparati sul mercato, o quanto meno sul vostro settore merceologico.
Non scegliete i cantastorie.
Interessa di più la vita reale che la pubblicità tradizionale (e ormai quella di molti feed è pubblicità tradizionale)
Il mio consiglio? Partire con i vostri clienti. Sì , avete capito bene, proprio loro. Sono loro i brandvocates, coloro che verrebbero comunque da voi anche senza che glielo chiediate, sono i consumatori fedeli, quelli che credono nel brand senza che nessuno li abbia pagati per dirlo.
Ognuno di noi viene influenzato da pareri che arrivano da fonti fidate, cioè da parte di qualcuno che gode della nostra fiducia.
Chi sono principalmente queste persone? Amici, parenti, colleghi e persone che stimiamo molto.
Tutto il resto, anche sui social, sta diventando una visione passiva di ciò che vuole far apparire il brand. E ha poco appeal sul consumatore finale, che non è proprio scemo.
Quindi fate parlare i clienti, monitorate quelli migliori, offrite loro esperienze reali, affinate il servizio e la qualità per loro. Lasciate che parlino e interagite con loro, ovviamente.
Invece che 3000 euro per qualche post create iniziative ad hoc per i clienti/consumatori fedeli.
Saranno loro il vostro migliore investimento.
#pilloledifranchezza
Mancia:
- Marketing 4.0: Dal tradizionale al digitale - Philip Kotler
venerdì 12 ottobre 2018
Dal Mulino Bianco alle stories
Cosa rende diverso uno spot Mulino Bianco dalle stories Instagram di molti influencer anno 2018?
La casa nel verde - Mulino Bianco anni '90
Niente.
Lo stesso vale per i manifesti pubblicitari dei grandi brand e i feed instagram o i post sui blog.
![]() |
| Buon grano - Mulino Bianco |
Quanti biscotti avete visto tenuti in mano da qualcuno? Miliardi.
Ancora qualcuno crede che davvero alle 7 del mattino grandi famiglie siano intente a far colazione cercando l'angolazione migliore per la foto? O che questo sia l'immaginario sperato? Io non ci credo..
Un tempo si pagavano creativi, copy e poi attori o comparse per realizzare spot o campagne media studiate da marketing manager, ora si pagano alcuni blogger (quelli che sono considerati influencer) o le celebrity per fare la stessa cosa, ovvero creare mondi fantastici.
HopperHQ, lo strumento di pianificazione di Instagram ha analizzato gli 1,2 milioni di post pianificati attraverso la piattaforma e ha scoperto che solo per un quinto (21%) di post sponsorizzati era chiaro che l'utente era stato pagato per pubblicare contenuti. Scoprì anche che, in media, 1 su 20 utenti di Instagram ora monetizzano i loro post e che i contenuti sponsorizzati sono aumentati di oltre un terzo su Instagram (34%) dal 2015!
Le aziende sono davvero ancora convinte che destinare il proprio budget a un paio di post o qualche stories possa funzionare? Forse adesso ancora sì.
Ma l'influencer serve alla piccola media impresa? No.
Per gli stessi motivi per cui il piccolo ristorante o la parrucchiera non pagavano campagne media TV negli anni '90: non vi sono i budget, numero uno, e in secondo luogo i ritorni sull'investimento sono troppo lenti, se mai vi saranno. Fa prima a fallire.
Per quali settori l'influencer potrebbe essere utile alla piccola impresa? Solo laddove quest'ultima abbia prodotti da vendere online o siano venduti in modo capillare nella grande distribuzione organizzata o che crei corner shop/repliche di uno stile ovunque nel mondo. Ecco allora sì, potrebbe avere un senso. Con altri compensi, ovviamente. In tutto il resto dei casi, meglio investire il budget di comunicazione e promozione in altre vie. Tornerò su questo punto.
Se un influencer vi dicesse ho 30.000 followers o un milione di followers cosa rispondere? Brava. E io come posso giovare di tutto ciò? Chiedete sempre i risultati reali.
Perché l'organizzazione aziendale non è uno spot Mulino Bianco.
#pilloledifranchezza
Mancia: trova la tua storia. Le stories instagram sono un ottimo strumento di content marketing. E gli utenti attivi sulle stories sono in crescita. Qui puoi far conoscere qualcosa in più della tua azienda senza stravolgere l'immagine che hai creato nei feed.
venerdì 5 ottobre 2018
Cosa potete fare voi sui Social
C'è una linea che divide ciò che potete fare voi da ciò che invece richiede la consulenza esterna di un professionista.
Solitamente questa linea è netta.
Voi cosa potete fare e quando?
- se ciò che vi interessa è solo pubblicare ciò che fate, fatelo da voi. Datevi un minimo di piano editoriale. Non un post il 3 febbraio con una foto, l'altro il 12 maggio con una barzelletta e l'ultimo ad ottobre con la condivisione di un link qualsiasi (tema libero). Di solito non funziona.
Come?
Usate delle App molto utili: Canva e Unfold, rispettivamente utili per crearvi delle grafiche carine e per realizzare le stories per instagram. E programmate.
In questo caso pagare chi vi gestisca i social non ha molto senso e non riuscireste a capire perché dovete pagarlo tanto.
Il consulente o chi vi gestisca i social quando serve e a cosa?
#pilloledifranchezza
Mancia: il 55% degli esperti marketing dice che i contenuti blog siano la priorità per il marketing in entrata (cioè quello necessario a farvi trovare) - Statistiche Marketing
Solitamente questa linea è netta.
Voi cosa potete fare e quando?
- se ciò che vi interessa è solo pubblicare ciò che fate, fatelo da voi. Datevi un minimo di piano editoriale. Non un post il 3 febbraio con una foto, l'altro il 12 maggio con una barzelletta e l'ultimo ad ottobre con la condivisione di un link qualsiasi (tema libero). Di solito non funziona.
Come?
Usate delle App molto utili: Canva e Unfold, rispettivamente utili per crearvi delle grafiche carine e per realizzare le stories per instagram. E programmate.
In questo caso pagare chi vi gestisca i social non ha molto senso e non riuscireste a capire perché dovete pagarlo tanto.
Il consulente o chi vi gestisca i social quando serve e a cosa?
- se non avete la minima idea o la minima voglia di dedicarvi ai social serve qualcuno che lo faccia per voi. Un pò come avere la donna delle pulizie o il giardiniere. E bisogna pagarli. Non ci sono scuse del tipo "ma è una fotina", "ma sono solo due post a settimana".
- se voleste farvi fare una consulenza da qualcuno che vi dica quali social sono i più adatti a voi, come gestirli, come impostare la linea perchè sia comunicabile dovrete rivolgervi a un consulente. Un po' come andare dal meccanico, dall'estetista o dal dentista
- se avete degli account penosi e richiedete il consulto e l'intervento temporaneo di chi ve li metta a posto, serve il consulente. Come chiamare l'idraulico, la revisione caldaia o l'elettricista.
Qualora il consulente e il relativo piano di comunicazione digitale, fatto di strategie, con annessi e connessi, contatti, relazioni, iniziative vi sembrasse troppo oneroso per le vostre casse, e potrebbe essere, io consiglio di mettervi in rete.
Tra realtà simili o attigue a livello geografico o settoriale pagate l'esperto del settore insieme, definite la campagna coerente per tutti voi e potrete suddividervi le spese.
Create un blog o sponsorizzatene uno, create mini video, fate tutorial su temi particolari e collegate le vostre singole pagine social.
Ad esempio parlate di benessere, di un'area del territorio, di una tecnologia particolare, di una tecnica, di alcuni "trucchi del mestiere", etc.
Ma metteteci i contenuti.
Organizzate esperienze reali. Da voi.
Organizzate esperienze reali. Da voi.
#pilloledifranchezza
Mancia: il 55% degli esperti marketing dice che i contenuti blog siano la priorità per il marketing in entrata (cioè quello necessario a farvi trovare) - Statistiche Marketing
mercoledì 3 ottobre 2018
Consigli utili alla piccola impresa
I grandi marchi hanno un ufficio per ogni ruolo e per ogni responsabilità: produzione, ricerca e sviluppo, marketing, risorse umane, a volte anche ufficio stampa, e così via.
La media impresa spesso ha un ufficio segreteria e almeno un figlio laureato in Bocconi con indirizzo marketing.
La piccola impresa (con questo termine generico intendo anche commercianti e liberi professionisti), invece, di solito si trova con il titolare che fa tutto, se va bene avrà qualche dipendente per la produzione, raramente ha un ufficio segreteria; che venda, produca, faccia consulenza, disegni, programmi o organizzi eventi si deve arrangiare a far tutto da solo. Quindi come la mettiamo con la comunicazione? E con quella digitale?
Leggi anche: Social media strategist o Visual merchandiser
Leggi anche: Social media strategist o Visual merchandiser
DESTINAZIONE
- Obiettivi: dove voglio andare? Perchè?
- Mezzi: con quanti soldi? Così scelgo come arrivarci (da solo, con un consulente, in aereo o in autostop)
- Location: appartamento, albergo, villaggio, campeggio, camper (come per la rete, scegliere la piattaforma o le piattaforme a cui dedicarsi)
PRENOTAZIONI
- Preventivi: lo faccio da solo o con qualcuno? Mi arrangio o chiedo consulenza?
- Conferme: ad un certo punto bisogna decidere
- Piano di viaggio: che sia chiaro cosa farete, come e quando
IN PARTENZA
- Bagagli: pensare e preparare ciò che si vuole o si deve portare con se. Per la comunicazione è la stessa cosa. Cosa voglio che gli altri sappiano? Cosa devo assolutamente dire?
IN VIAGGIO
- Programmazione: o si parte alla cieca e accada quel che accada, ma non è calzante in questo esempio, o si rispetta una programmazione di tappe, voli, scali, visite, con tutte le variazioni necessarie in itinere.
- Reportage: fare foto, documentare, raccontare (parlo per le imprese, non per i profili personali)
- Entusiasmo: non mollare alle prime difficoltà, ma se le promesse non fossero perseguite avete il diritto di farlo notare.
Tutti viaggiano? No
Tutti devono usare i social? No. L'ho già detto.
I primi passi
Se sei un libero professionista e vuoi solo farti trovare e far verificare le tue competenze usa Linkedin non addentrarti in social come Facebook o Instagram che non saprai aggiornare il profilo (piuttosto che condividere vignette simpatiche è meglio non avere l'account)
Se sei un artigiano, un designer o un creativo Instagram ti sarà molto comodo per mostrare i tuoi prodotti, poni attenzione alle foto. E se vorrai incrementare le vendite ti consiglio di sviluppare da subito un canale di vendita diretta collegata a Instagram.
Se sei un commerciante verifica prima se hai qualcosa da mostrare di interessante, se la risposta fosse negativa, fai un passo indietro, rivedi la linea. Se avrai pezzi unici, non appartenenti ai grandi marchi, sviluppa un commercio online, parallelo. Se vendessi solo prodotti già presenti anche online, investire sull'e-commerce è un dispendio di energia e denaro che avrà ritorno solo se saprai creare un reparto di consulenza personalizzata all'acquisto.
Se sei un consulente creati un blog, veicola ciò che sai sulla rete, collega un account Instagram se avessi belle foto, e ovviamente Linkedin. Crea dei tutorial se ciò che sai può essere veicolato con un messaggio video e utile al pubblico.
Facebook a chi lo consiglio?
Potessi, ormai a nessuno.
Va bene per i profili personali, è usato per far sapere agli amici dove sei stato in vacanza o cosa hai cucinato ieri sera. Funziona per le Associazioni che hanno parecchi iscritti per veicolare eventi o album foto di manifestazioni o corsi.
Va bene per i profili personali, è usato per far sapere agli amici dove sei stato in vacanza o cosa hai cucinato ieri sera. Funziona per le Associazioni che hanno parecchi iscritti per veicolare eventi o album foto di manifestazioni o corsi.
Per l'impresa solo per quel genere di attività che organizza iniziative ed eventi con buona frequenza, per la nascita di un nuovo ramo aziendale o un'inaugurazione.
Può servire per collegare recensioni di TripAdvisors o per avere un altro canale di prenotazione. Sono interessanti i "lo consigleresti" (nell'ottica di quanto approfondirò sull'importanza dell'opinione del cliente).
Può servire per collegare recensioni di TripAdvisors o per avere un altro canale di prenotazione. Sono interessanti i "lo consigleresti" (nell'ottica di quanto approfondirò sull'importanza dell'opinione del cliente).
#pilloledifranchezza
Mancia: organizza il tuo viaggio nei social. Durerà un po'. Sei pronto? Carta e penna. Segna le tappe e dove vorrai arrivare, i post che intendi pubblicare, quale sarà il tuo stile e che risultati ti aspetti.
Mancia: organizza il tuo viaggio nei social. Durerà un po'. Sei pronto? Carta e penna. Segna le tappe e dove vorrai arrivare, i post che intendi pubblicare, quale sarà il tuo stile e che risultati ti aspetti.
E' importante farsi una programmazione e analizzare le alternative (concorrenza, ispirazioni, nuovi sviluppi).
Iscriviti a:
Post (Atom)






