Non c'è niente di costante tranne il cambiamento

Blog di Cristina Savi - Trovare nuovi modi per comunicare


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domenica 23 giugno 2013

Come sono arrivata qui

Continuo con il gioco delle C


Cristina chi? Io.

Non voglio proprio raccontare la mia vita, perchè non si tratta di un'autobiografia e soprattutto perchè ci metterei parecchio tempo a ordinare tutte le idee. Ma ciò che voglio fare, e avevo promesso in un post iniziale di alcuni mesi fa, è tracciare a brevi linee la mia storia legata al cibo, e soprattutto l'incontro con la filosofia macrobiotica. 

Il passato.
Vado indietro di circa ventanni, al 1995, quando a seguito dell'ennesima dieta tardo adolescenziale il mio apporto nutritivo andava sempre più riducendosi. Complice la bilancia che mi dava grandi soddisfazioni, un senso di potere e di controllo che potevo esercitare sul cibo, la famiglia e me stessa mi spostavo sempre più da una visione oggettiva del mio corpo per dirigermi all'ossessione delle calorie


Un percorso che ha segnato profondamente le mie giornate tra i 18 e i 21 anni, le mie relazioni e la mia salute. Tra una mela e decine di chilometri di cammino al giorno macinavo eccellenti risultati scolastici, conteggio di calorie e attesa del prossimo pasto, che puntualmente non mi concedevo.

Poi il ricovero ospedaliero, i miei 35,7 kg di malattia, una visione completamente distorta del mio corpo, un'ignoranza totale nei confronti del cibo nonostante sapessi nel dettaglio le calorie per 100 gr di ogni alimento e una dieta fatta di percentuali precise, di rapporti esatti tra carboidrati, proteine e grassi. 
E per me voleva dire un'altra rigidità, un'altra cosa da tener sotto controllo, un'altra via che non mi spostava dalla bilancia. Avevamo spostato l'obiettivo: ora era la vita e non la morte ma la strada non mi sembrava molto diversa e soprattutto nonostante mi sforzassi di recuperare una vita "normale" il cibo continuava ad essere una cosa di cui preoccuparmi.

E lo è stato per alcuni anni, ho fatto parecchi lavori su me stessa, sulla mia interiorità, sulla mia "centratura" ma il controllo del peso mi ha caratterizzato per molto e al quale ho dato un'importanza, un valore che non aveva. Nonostante tutto ormai pareva rientrato nella norma: il mio peso, le mie funzioni vitali (ciclo compreso), le relazioni affettive, la vita professionale, io dentro continuavo a sentire il bisogno di controllo nei confronti del cibo. Non lo conoscevo affatto, ero schiava: di pregiudizi nei confronti di carboidrati (che fanno ingrassare), di preconcetti rispetto alla suddivisione dei pasti (niente carboidrati alla sera per perdere peso), di una cultura alimentare troppo focalizzata sulla scienza e poco sul naturale potere del cibo. Quindi un'alimentazione fatta di privazioni, di rinunce, di eccessi proteici, di consumo eccessivo di alimenti considerati "sani" come frutta e verdura o di alimenti conservati (per comodità e velocità e perchè poco ti dicono sull'eccesso di sale). 
E quindi una vita normale, come quella di molti, con tutte le mie soddisfazioni e i miei traguardi, mal di testa frequentissimi, candida a ripetizione e pochissima chiarezza mentale e dipendenza da cose e persone.
Poi con il tempo la consapevolezza e l'intuizione che ciò che per anni era parsa una fissazione poteva volgere verso l'indicazione di un cammino. Il cambiamento: il cibo è  nutrimento, medicina, divertimento, risorsa e come tale andava visto; non poteva essere il focus della mia vita ma andava inserito in un contesto più ampio, tra stile di vita e scelte professionali. 
Io sempre un pò desiderosa di uno stile di vita sostenibile, per me e per gli altri, sapevo che avrei potuto inserire il cibo in questa visione complessiva e che finalmente avrei fatto chiarezza nel mio percorso. Capivo che non potevo sottopormi a schemi e steccati che mi imponessero quanto mangiare, quanto pesare, quando mangiare, avevo bisogno di fluidità, di un rapporto più armonioso, di una nuova visione e di maggior rispetto degli alimenti.

E' stato l'inizio del cambiamento. La frequentazione dei corsi di cucina e teoria a La Sana Gola hanno fatto il resto. L'ascolto delle parole del Prof. Berrino, l'incontro virtuale con Andrea Biggio, sono stati di grande stimolo di ricerca e approfondimento. Poi la nascita di Francesco, insegnamento quotidiano. Gli anni mi hanno dato conferme e anche ciò che sono e come mi sento mi permettono di verificare quotidianamente il mio cammino. E ora anche la Comunicazione e il Marketing hanno una nuova connotazione.
La forza, l'energia, l'ottimismo e la chiarezza sono parte di questo cambiamento. 

Il cibo non più centro ossessivo della mia vita, il corpo non più un oggetto estetico, la bilancia non è neppure contemplata, il cibo è fonte di piacere, di cura e consapevolezza. E' una parte importante della mia quotidianità, ma non la sola e soprattutto non è sottoposta a controllo eccessivo, a rigide prescrizioni o a continui conteggi, è un rapporto naturale. E' divenuto risorsa per la mia salute e per quella degli altri, strumento per comunicare, fonte di gusto e riscoperta del sapore, occasione per divertirmi e motivo (al quale non posso rinunciare) per studiare. 

Gli alimenti valutati nella loro interezza, anche per gli effetti energetici che esercitano su di noi, la cucina vissuta come luogo creativo e di cura, la ricerca di benessere per me e per gli altri sono fattori determinanti e il resto è passione.
Un diploma in Terapia Alimentare (per conoscere l'effetto del cibo su corpo e mente), un Master universitario in Alimentazione e dietetica vegetariana (per rafforzare gli aspetti scientifici e nutrizionali di una scelta alimentare a base vegetale) in itinere, conferenze di self-healing, assistenze personalizzate alla cucina macrobiotica, corsi di cucina e tanti progetti allo stato embrionale sono il presente.

Per il futuro voglia di proseguire, senso di gratitudine, accettazione, equilibrio dinamico e nessuna rigidità, buon cibo, flessibilità. Da ciò scaturiranno le novità.

giovedì 14 marzo 2013

Al via gli incontri di Self-Healing

Intanto che rifletto su come strutturare questo blog a livello di contenuti, non volendo eliminare ciò che già c'è e volendo fornire strumenti "utili" e interessanti, vi segnalo il primo ciclo di conferenze che terrò a Verbania a partire dal 22 marzo 2013


L'uome è ciò che mangia

Eccomi tornata.
Dopo quasi un paio d'anni di assenza dalla rete virtuale: anni in cui ho coltivato la rete reale, sono diventata mamma di Francesco e ho approfondito la mia passione per l'alimentazione naturale e uno stile di vita più "sostenibile".

Da poco mi sono diplomata in Terapia Alimentare presso La Sana Gola di Milano ma da anni constato che il cibo ha effetti importanti sul nostro corpo e sulla nostra mente.
Nel corso dei post racconterò un pò dell'esperienza maturata negli anni, le mie considerazioni personali e alcuni consigli per un approccio naturale all'alimentazione.

"L'uomo è ciò che mangia" per citare il filosofo Ludwig Feuerbach, forse è un pò provocaorio ma ben si presta a comprendere l'enorme effetto che il cibo ha sulla salute, sul benessere, sull'ambiente, sui comportamenti, sulla collettività.

Ciò che noi possiamo fare per noi stessi è alimentarci in modo consapevole e naturale, fare piccoli passi verso uno stile di vita più sostenibile e approfondire la nostra conoscenza.

Ora vi saluto e vi aggiorno presto
Ciao
Cristina