Non c'è niente di costante tranne il cambiamento

Blog di Cristina Savi - Trovare nuovi modi per comunicare


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lunedì 23 gennaio 2017

IL MIO LIBRO ORA E' UN LABORATORIO

Come avevo preannunciato mi sarebbe piaciuto organizzare dei laboratori ludico creativi per realizzare con i bambini/ragazzi dei libri che raccontassero di sè.

Laboratori a Verbania

Così, dopo un colloquio con Angelica, arte terapeuta che ho avuto il piacere di conoscere e "sperimentare", è nata l'idea di far partire davvero questi spazi di sperimentazione, privi di giudizio, in cui il principio fondamentale sia esprimere ciò che si è, senza alcuna regola pre-confezionata.



Prendendo spunto da "il grande libro delle piccole cose" di Haring il nostro obiettivo è quello di accompagnare ogni partecipante alla progettazione delle proprie pagine, alla realizzazione delle stesse fino alla rilegatura dell'oggetto che sarà specchio della propria identità.

Laboratori a Domodossola


Ho sempre pensato che l'arte fosse un mezzo di libera espressione, e credo che la comunicazione, con se stessi e con l'altro, sia un percorso che si possa trovare più agevole iniziando a parlare di sè e soprattutto in spazi privi di giudizio, in cui non sia richiesta alcuna performance e alcuna capacità pregressa.

Lavori in corso!


lunedì 28 novembre 2016

IL LIBRO LO CREO IO. PROGETTI IN DIVENIRE

Perchè “IL MIO PRIMO LIBRO”?

Perché una delle motivazioni che regge ogni mia azione è il divertimento, e avere un figlio, attualmente di cinque anni e mezzo, ha reso ancora più vivace questo processo.
Così ha preso vita un'idea che mi frullava nella mente da tempo: “ma perché i libri per i bambini li scrivono gli adulti?




Con tutto quello che i bimbi hanno da dire e da dare, perché fornire loro prodotti già confezionati, finiti, lineari, precisi, perfetti, da non macchiare, da non sporcare, da non rovinare, da non piegare?

Non mi piace il bambino lettore passivo.


E così con Francesco è nato il primo libro. Divertendoci.

Ogni bambino sarà protagonista della propria storia (che diventa anche "storia"), userà il libro come meglio crede, e potrà a suo modo raccontare ciò che sente. Avendo a disposizione solo pagine, e spunti per realizzare i propri libri.


Questo penso sia utile a tutti, infatti non indico mai un'età. 
E quando mi chiedono: “ma a chi è adatto?”, rispondo: “a tutti!!”. Senza prendersi troppo sul serio.


Grazie per averlo scelto.
Grazie a Centro Gioco (Via San Fabiano - Intra), La Tecnica (Intra), Erboristeria Herba Luna (Intra) per la collaborazione con il conto vendita.

Chiunque può mandarmi immagini delle pagine realizzate o idee a cristinasavi76@gmail.com

Intanto noi continuiamo a produrre ;-)
A presto!!

sabato 5 novembre 2016

Con gli scarabocchi parlo e ascolto #scrittureautobiografiche

Da sempre, almeno da quando io ricordi, i colori, pastelli inizialmente, in seguito qualunque materiale mi permettesse di esprimere ciò che sentivo, sono stati compagni inseparabili. Non so come chiamare ciò che mi succede ma è una forma di espressione in cui io trovo rifugio da un lato e grande sfogo dall'altro. Mi permetto forme di astrazione nella creatività che ho sempre trovato fortemente liberatorie.
Credo che i motivi siano molteplici, di sicuro il mio essere istintiva.


Così nel tempo, con frequenza e intensità diverse, ho sempre sentito la necessità di disegnare, colorare, creare e fare collage. Dagli scarabocchi fatti durante una telefonata, alle serate passate a colorare pagine intere di quaderni a quadretti in colori diversi, fino a colorare muri, pannelli e tele. 
Nessuna velleità artistica, è come se parlassi, con me e con altri, attraverso ciò che realizzo invece che a parole. 
Se ascolto o vedo qualcosa che mi colpisce molto o mi emoziona lo rappresento, come mi viene. Oggi ho ascoltato tutto il giorno Franz Ferdinand (mio compagno di viaggi in auto) e così la voglia di disegnare. 
Se leggo o assisto a ingiustizie collettive lo devo esprimere. Mi arrabbio, mi pare assurdo che accadano ancora torture tremende, tratta delle donne, stupri e violenze, intolleranza per le unioni civili e gli omosessuali. E poi sento di tafferugli assurdi per un referendum che non ha ragione di esistere, le primarie che durano un anno, e tutta un'altra serie di idiozie legate a tasse ed economia che non ho voglia di ascoltare. Allora l'istinto mi porterebbe a scendere in campo, "ma come?" - mi chiedo, e scendo in cantina, dove ho il mio piccolo studio. E discuto con pezzi di carta, bombolette e rulli.


Se c'è qualcosa che non mi torna provo a rappresentarmelo. A modo mio, come se dicessi "non possiamo far finta di nulla".

Se con qualcosa voglio fare i conti, ironizzo.


E così, di sicuro non cambio il mondo, ma provo a crederci.

sabato 29 ottobre 2016

Generazioni in Circolo #scrittureautobiografiche

Avevo già scritto del mio rapporto con il Circolo di Trobaso.
Oggi è stato proprio come tornare indietro ma guardando avanti.


Avanti dove? In un luogo in cui non esistano etichette, in cui generazioni agli antipodi possano coesistere e in cui attività attinenti a tempo libero, sport, cultura e gioco non necessariamente si debbano dare fastidio.

Forse questo è ciò che vorrei, invece di non-luoghi per bimbi, non-luoghi per ragazzi, non-luoghi per giovani, non-luoghi per anziani.

Ma LUOGHI/SPAZI qualsiasi, in cui tutto sia possibile, in cui si possa andare, venire, stare, passare, con chi c'è.

Ringrazio il Circolo per l'iniziativa che ha proposto, ringrazio la Pigi (Dinosauro Teatro) perché è una garanzia e ha saputo cavarsela magistralmente nonostante l'acustica impegnativa.

Io mi sono divertita, a tratti anche più dei bambini ed è stato bello vedere l'aspetto ludico di molti genitori, zii, nonni, messo in gioco per ridere e apprendere (nel caso particolare le arti circensi con i piatti).

Dei bambini che dire? Sono, per me, ogni giorno la conferma al fatto di essere sorprendenti.







Il gioco è una cosa seria!!

Io e l'arte. Da Basquiat a Escher. #scrittureautobiografiche

Dedicato alla Vale (alla è voluto).


Passare da Basquiat a Escher nel giro di due ore è come passare da Davis a Mozart nel tempo di una sigaretta. Ritrovarsi immersi in illusioni ottiche, prospettive e perfezioni assolute partendo dall'improvvisazione totale un po' disorienta; la bizzarria del primo mi ha fatto apparire scontato il secondo (anche perché si è già visto ovunque). Pensa un po'. 


Nessuna linea definita, nessuna tela esattamente perfetta, assenza totale di prevedibilità per Basquiat; colori, forme, messaggi, parole, in un susseguirsi instabile di ricerca ed espressione. Per giungere ad un talento scientifico e chirurgico, con Escher: le forme esatte, la ripetizione crescente, i chiaro - scuro, gli specchi, il capovolgimento dello spazio. 
Due forme d'arte diverse, due grandi artisti. Prediligo Basquiat, ma io sono figlia della street art. Mi piace l' idea che ogni superficie sia adatta a dipingere, che l'arte sia improvvisazione, che con l'arte ci si esprima e si esprimano concetti universali e personali. Così, in base a ciò che ti urla dentro.

Amo il collage e l'interazione tra stili e materiali. Apprezzo la pittura elementare, i tratti infantili e la mescolanza di colori. Basquiat doveva rimanere sulle strade e non nelle gallerie? Forse. Io sono certa, però, che la gran parte della sua arte me la porterei in casa. Grazie!! 



Per Escher che dire? Un fenomeno, il gioco della tecnica.  

giovedì 27 ottobre 2016

Lista di controllo #scrittureautobiografiche

Oggi ho incontrato una grande amica, una di quelle con cui anche se ti vedi una volta ogni dieci anni è come se ci fosse viste l'altro ieri. Ti senti, ogni tanto (perché io sono una bestia con le telefonate, nel senso che chiamo nessuno), capti qualche segnale attraverso i social media e poi così, detto fatto, decidi di vederti.


E la giornata de "i migliori anni" è compiuta, tra ricordi, battute, silenzi, passeggiate e una quantità notevole di risate.
Ti prendi come sei, e come sei sempre stata, i discorsi spaziano dai figli, alla professione, alle disavventure di madri separate, alle adolescenze sprecate, alle zingarate, ai libri, fino alla musica, alle vacanze, passando per promesse, uomini, progetti continui, "dovremmo fare" e finire con una meravigliosa lista di controllo (altrimenti detta Check list).
Io pubblico la mia, la sua è patrimonio personale e ne farà l'uso che ritiene opportuno.

E mentre la facevamo (passato remoto era più corretto ma rendeva tutto troppo serio) dicevamo: "cavolo è davvero così, inutile girarci intorno, o pretendere che io sia altro da ciò che sono".

E così in questi momenti in cui: il giudizio è morto, i redentori con lui, la serietà è rimasta a casa e sei fiera di andare in macchina con il finestrino abbassato, ascoltando musica e fumando una sigaretta comprendi che quando stai bene stai bene. Che questa è l'unica vita che ho e continuerò a viverla come credo, per ciò in cui credo, sempre con il sorriso e se serve incazzandomi.

Pole position ferry boat 

Una dell mie foto più belle




Un' asta al ribasso. Ma pare che funzioni #scrittureautobiografiche

Di bene in meglio!
Dai 48 euro al giorno spese di trasferta escluse ai 45 euro (rimborsi non citati) al giorno, 8 ore e 30 minuti, a Milano, con 30 minuti di pausa e pagamento a 90 gg fine mese, con età compresa tra i 18 e i 35 anni.


Non c'è limite al peggio. E mi chiedo come questi soggetti, con tanto di marchio, logo, aziende e titoli (nel senso che se li danno i titoli) possano essere autorizzati (anche a norma di Diritto) a fare queste offerte di lavoro.

Io li metterei in carcere per 8 h e 30 minuti al giorno, con mezz'ora di pausa (in cui far pipì, mangiare ed eventualmente fumare), facendogli contare tutti i sassi del cortile, per almeno 5 giorni di fila. E l'ultimo giorno direi loro: "per le chiavi della cella 90 giorni fine mese!"
Magari in questo tempo utile vengono loro in mente idee migliori su come non sfruttare la manodopera, e si studiano qualche buona formula per poter comprendere che quella che propongono è schiavitù, nulla ha a che vedere con la professionalità.

Di seguito la mail di oggi
Buongiorno,
per importante cliente multinazionale nel Settore tecnologico ricerchiamo N°1 Hostess per un’attività di promozione.

LOCATION:
Fiera Milano Eicma (Rho Fiera)

HOSTESS:
Ragazza/Donna di età compresa tra i 18 e i 35 anni

DATE DI ATTIVITA’:
8,9,10,11,12,13 Novembre

ORARIO:
Dalle 10 alle 18.30 (con 30 min di pausa)

ATTIVITA’: 
l’attività sarà quella di accoglienza e registrazione dei clienti interessati a provare/acquistare Hoverboard ed altri prodotti a marchio NILOX.

REQUISITI  INDISPENSABILI:
-  Ottima presenza, dialettica e spigliatezza;
-  Altezza minima 1,70
-  Sportiva
-  Pregressa esperienza come Hostess in eventi e fiere.

COMPENSO:
45 euro a giornata con pagamento tramite bonifico bancario a 90gg fine mese.


Si accettano candidature di risorse solamente complete di Curriculum, foto ed esperienze svolte e di risorse che siano effettivamente disponibili!


M. V.
Trade Marketing Account
In attesa che un'altra Agenzia di Marketing domani mi offra 40 euro al giorno, per lavorare 10 ore, andando a Pavia, in bicicletta così mi mantengo in forma. Pagamento solo se tengo una media dei 60 km/h e non arrivo in ritardo e comunque a 120 gg fine mese.

Alla prossima!!



martedì 25 ottobre 2016

Sono una colorista #scrittureautobiografiche

In attesa di essere retribuita adeguatamente e puntualmente in un qualsiasi settore, svolgo altre mansioni e lavori: non retribuiti, per soddisfazione personale, per incapacità innata di stare senza far qualcosa e per indole ad avere per la testa cinquemila progetti alla volta (e volerli realizzare tutti).

Una delle mie considerazioni mentali (di cui già parlavo in un altro post), è la confusione che viene fatta tra lavoro e lavoro retribuito. Io lavoro, il problema è trovare qualcuno che mi paghi per fare ciò che mi piace (e so fare), senza rompermi le palle. Alla domanda "cosa fai nella vita?". Vorrei rispondere con un "chettenefrega", e a volte lo faccio, quando invece mi sento particolarmente gentile inizio a elencare le cose che faccio (mi occupo di Francesco, dipingo, vado in discarica, monto e smonto mobili, mi occupo di giardino in primavera estate, sto realizzando un libro per Francesco, ho montato un video, faccio fotografie, penso, leggo e svolgo qualche collaborazione qui e là). E la domanda successiva è "ma di lavoro?"

Ecco, caro/a questo è lavoro, ovvero:
un'attività produttiva che implica il dispendio di energie fisiche e intellettuali per raggiungere uno scopo prefissato e in generale per procurare beni essenziali per vivere o altri tipi di beni, non solo attraverso un valore monetario acquisito da terzi quale compenso (fonte: wikipedia)
Se invece tu vuoi sapere "chi mi paga?" La risposta è "tu, se vuoi!"
"Dipingi?" "quindi sei un'artista?", no al massimo decoro, e più che artista sono colorista.
Uso l'arte come preferisco, e ho un amore profondo per l'utilizzo dei colori su muri e tele, oltre che su cancelli, tavoli, sedie e ringhiere.

Riporto il mio post di settembre su facebook

In tre giorni ho dipinto un cancello, la ringhiera del terrazzo e dato impregnante al legno sulla scala. In tutto il 2016 è stato il lavoro: più gratificante, meglio remunerato (grazie alla proprietaria di questa casa), che mi ha risparmiato cazzate del tipo "i frutti si raccoglieranno nel tempo se ci crediamo tutti", senza nessuno che ti ruba le idee e ti fa passare pure per esagerata quando lo fai notare, iniziato e finito in tempi celeri e, non, invece, ancora, in embrione dopo settecento incontri futili, senza nessuno che ti dice: "io avrei fatto così" (ma chi te lo ha chiesto, e soprattutto fallo), dove non ho dovuto sprecare il 98% del tempo a compiacere qualcuno la cui opinione, per me, vale meno del fantacalcio. Morale: non dirò mai a mio figlio "studiare è importante per un lavoro sicuro, gratificante, rispettato e ben retribuito" :-)
E aggiungo le ultime attività, in attesa di nuovi muri da colorare



Ispirazione Haring

La lavagna utilizzata

Le pareti della camera

Haring vive con noi

La chitarra di cartone




Non so cosa voglio fare da grande, tante cose di sicuro!


Offerta di lavoro imperdibile #scrittureautobiografiche

Non so chi ricorda il mio post di gennaio in cui parlavo della grande offerta occupazionale a Verbania per una donna di 38 anni.


Ed è con piacere che ho buone notizie. Ieri ricevo questa mail.

Buongiorno,
ricerchiamo promoter con buona esperienza per una promozione per importante produttore di SISTEMI AUDIO per la casa.

Di seguito alcuni dettagli dell’attività:

·         Punti Vendita:             Mediaworld Rescaldina

·         Date attività:               sabato + domenica
·         Periodo:                      dal 19 Novembre  – 24 dicembre

·         Formazione:               OBBLIGATORIA da svolgersi presso sede dell’azienda a MILANO
·         Data formazione:       giovedì 10 novembre
Le spese di viaggio saranno interamente rimborsate. Eventuali Voli/treni saranno prenotati e pagati in anticipo da Multi Time

·         Compenso per ogni giornata (8 ore): € 48,00 netti
Pagamento  a 60 gg fine mese

Se sei interessato/a e disponibile invia la tua candidatura rispondendo a questa mail e allegando curriculum con FOTO.

È richiesta precedente esperienza nel settore, meglio se appassionati di elettronica e soprattutto di MUSICA

NB: i candidati dovranno essere disponibili per TUTTO il periodo lavorativo e per la formazione obbligatoria.

Solo le candidature più idonee saranno ricontattate per ulteriori dettagli.


Nella risposta specificare il punto vendita per il quale ci si candida

Saluti.
A.S. Trade Marketing Account Coordinator
Allora faccio alcune considerazioni positive:
- almeno non è indicato "di età compresa tra i 25 e i 30 anni", cosa usuale nelle ricerche di promoter

Ed ora arrivo alla parte migliore, le considerazioni da ridere, per non piangere:
- 8 ore - 48 euro netti. Sono 6 euro l'ora.
- Rescaldina è a 80 km da casa mia, seppure mi rimborsi il viaggio (e vorrei sapere su quali tabelle calcoli il rimborso) investo altre due ore in auto
- mi chiedo se non vi vergognate a pagare a 60 gg f.m., quella miseria, ed io nel frattempo mi alimento di aria, e sposto l'auto con l'acqua.

Caro A.S. Trade Marketing Account Coordinator (che già il titolo non vuol dire niente, essendo noi tutti italiani, ma fa figo), immagino tu sia un funzionario di vendita responsabile del distributore piuttosto che del consumatore finale. Bene, quindi il tuo cliente è Mediaworld oppure una grande marca di produzione impianti tv/hifi. Che tu voglia il loro interesse, perché in questo modo tu hai risolto un "Pezzo" del tuo piano di marketing, può essere ma che tu  mi venga a chiedere di lavorare per quella cifra, chiedendo anche esperienza e passione, e precisando che solo le candidature più idonee saranno ricontattate, questo mi pare ridicolo.
Lavorerò, se va bene (perché non ho esperienza pregressa nel settore), 5 weekend, compresa la vigilia di Natale, per un totale di 480 euro, che riceverò in parte i primi di febbraio e il saldo i primi di marzo, comprese le spese di viaggio che nel frattempo mi devo completamente anticipare. Imperdibile!!

Se questi sono: il mondo del lavoro, la fiorente risalita del mercato e il miglioramento delle condizioni professionali sono certa che io continuerò a rinnovare la mia candidatura per collaborare con imbianchini e muratori, anche full time, con grande soddisfazione.
O quanto meno, se proprio devo stare a fare la bella statuina due sono le condizioni: o mi paghi profumatamente, oppure non mi privi di tempo utile per stare con mio figlio. Quarantotto euro netti mi li dovreste dare solo per il tempo che dedico a leggere le vostre mail.

Continuerò a fare da me. Comunque grazie lo stesso per il pensiero!!

lunedì 24 ottobre 2016

La Casa del Popolo di Trobaso #scrittureautobiografiche

Che la Casa del Popolo di Trobaso faccia parte della mia vita non è solo un modo di dire affettivo e nostalgico, legato ad un sentimento idealista. No, la Casa del Popolo l'ho proprio vissuta.

Avevo 5 anni quando mia mamma ne era "banconiera" e per un paio d'anni, tutti, e dico tutti, i momenti liberi della mia giornata, della mia settimana erano tra quelle mura. Divenni presto mascotte del Circolo, esperta di scala quaranta, attenta osservatrice del gioco delle bocce (anche perché era occasione per vedere mio papà), immancabile presenza alle feste di Carnevale in maschera e a tutti i balli, le cene e le iniziative che vi ruotavano intorno.

Così 35 anni fa il mio ingresso alla Casa del Popolo, che oggi di anni ne compie 70.


E' stato sempre grande amore? Non direi proprio. 
Quando vieni etichettata "comunista" già alle elementari, quando ascolti discorsi di "diritti dei lavoratori" come fossero Hansel e Gretel e tu ancora devi iniziare la scuola dell'obbligo, quando gli eventi elettorali sono più importanti del Natale perché vedono tuo papà e le conoscenze familiari presidiare i seggi come fossero posti di blocco e si parla solo di quello, quando le tue estati tra i 10 e i 13 anni, in nome del Partito, ti vedono girare tra i fornelli e i tavoli della festa dell'Unità, forse un po' di antipatia ti si crea.

Un carnevale, vestita da eschimese
Così ad un certo punto, con tutta la ribellione adolescenziale che mi appartenne, appena approdata alle Scuole Superiori, decisi che della Casa del Popolo non ne volevo più sapere. E non volevo più sentire tutti quei discorsi adulti sui diritti, sulla lotta proletaria, sull'emancipazione, sulla partecipazione. Ma queste cose: giustizia, difesa, lotta, partecipazione mi lavoravano dentro e non me ne sono più liberata (ammetto anche una predisposizione caratteriale). Con fierezza, dico oggi.


Così ho iniziato a rappresentare, prima, i miei compagni di classe, poi ancora lo sviluppo di una cultura di integrazione e partecipazione, prima con ARCI poi con la cooperazione sociale per finire ad essere quotidianamente impegnata a difendere le "categorie" definite più deboli, a lottare contro i soprusi e a non accettare che ci sia un "padrone".

Ora la Casa del Popolo per me è un luogo (ci ho fatto pace negli anni), un luogo che può divenire di aggregazione, un Circolo Arci nel quale mi piacerebbe veder nascere nuovi progetti e culture. E' davvero una casa (mia di sicuro, credo che mi conoscano anche i muri, oltre ai veterani), etichettata male, nel tempo, vittima di uno snobbismo generazionale, che ha altro da fare e altri luoghi in cui andare.

Intanto Buon Compleanno Casa del Popolo e che tu possa mantenere questa, recente, aria giovanile.