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Blog di Cristina Savi - DIRE FARE MANGIARE


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sabato 17 luglio 2010

Social Media che fatica

Capire i Social Media è una delle sfide del millennio per chi si voglia occupare di marketing e comunicazione.
E sono convinta, che a parte pochi casi di grande esperienza, sia raro riuscire a districarsi tra tutti gli strumenti, i post, i fan, i follower, gli rss, i "condividi" che la rete mette a disposizione.
Ci sono ottimi professionisti, valide aziende, buone attività, eppure se si esegue una ricerca in rete non sempre li si ritrova.
Perchè?
Perchè non tutti sanno utilizzare le ripetute novità interattive che quasi mensilmente iniziano a "girare".
Continuo a credere e ne sono sempre più convinta che non per tutte le attività sia necessaria la iper-presenza, l'interattività a tutti i costi, la continua produzione d'informazioni.
Il rischio è investire molto tempo, senza alcun ritorno e con una grande confusione.
Ci sono settori vocati al web e ai social media, penso alle attività turistiche, ai locali d'intrattenimento, alle aziende di servizi, alle attività che focalizzano il business sull'estero, a chi si occupa di eventi e comunicazione, alle grandi aziende. Ma non tutti. O meglio non tutte le attività tradizionali che vogliono solo aggiungere un "pezzo" alla propria attività.
Usare il web e i social media, ha senso se si rivede l'impostazione organizzativa dell'azienda o della professione. Solo così può divenire un valido strumento di sopravvivenza o crescita.
Fare e-commerce è strategia, aggiornare il blog è un lavoro, scrivere cose sensate su facebook un impegno, capire il funzionamento di twitter richiede tempo, conoscere gli strumenti di ricerca richiede un corso.

Mi immagino ogni piccolo imprenditore, ogni professionista, ogni commerciante, ogni albergatore che debba fare i conti con la rete. E non importa se sia Facebook, il blog, la ricerca di notizie, la scoperta di nuovi potenziali clienti, un sito web credo che per farlo bene ci voglia troppo tempo. Quindi tanto vale fin da subito capire se serve, cosa serve, chi mi può aiutare.

E poi? Una volta fatto tutto ciò, una volta sforzati di sentirsi attuali e moderni, magari con il portafoglio più leggero, e l'assenza totale di quella agilità necessaria per districarsi dalla matassa della rete cosa si può fare?


La mia risposta è prendere fiato, farsi due passi, ritornare al computer, sedersi e prendere un foglio e una penna e scrivere "è la rete che serve a me o io che servo alla rete?"
Se non si sa rispondere, meglio soprassedere e avvalersi di una piccola consulenza, se la risposta è la rete che serve a me, allora iniziare a scrivere: per cosa, cosa devo cercare, come posso farmi trovare. Insomma i social media non sostituiscono un piano marketing e comunicazione, lo integrano.
Se la risposta è sono io che servo alla rete (perchè fornisco contenuti), allora la rete non è la vostra priorità, va bene esserci, con tranquilllità, fornire qualche contenuto coerente, un buon sito web (e non dico bello ma buono), rispondere ad eventuali utenti. Insomma dedicare alla rete 1h al giorno, e magari una mezza giornata una volta alla settimana è più che sufficiente.

Le innovazioni sono importanti se facilititano l'esistenza (anche dell'azienda) non se la complicano.
E pazienza se non sapete usare twitter, foursquare, friendfeed, o altro, quando sarà un'esigenza lo imparerete, ma senza quell'ansia di dover essere a conoscenza di tutto, subito e per forza.

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