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Blog di Cristina Savi - DIRE FARE MANGIARE


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domenica 17 marzo 2013

Incontro tra energie



Una delle prime cose che mi ha affascinato approcciando questo nuovo percorso di studi alimentare e leggendo (tanto) in merito alla cucina curativa, allo stile alimentare macrobiotico, alla cucina etica, alle ricette per i bambini è stato il concetto di energia del cibo.

Il cibo non più come mero conteggio calorico, peso, distinzione tra carboidrati, proteine e grassi, fonte di omega 3, acidi grassi, licopene, fitoestrogeni, etc… Tutto questo è una parte dell’alimentazione ma non l’unica. E’ la scienza ed è importante, ma il cibo è anche altro, anzi è bene capire che è soprattutto altro.

Il cibo è energia, e come tale sul nostro corpo e sulla nostra mente ha degli effetti  importanti.

Il cibo è l’ambiente, da esso nasce e con esso si fonde. Anche noi siamo l’ambiente, e quindi non possiamo che nutrirci in armonia con esso. Seguendo le regole della natura, l’alternanza delle stagioni, la naturalità degli alimenti, la natura dell’individuo, le condizioni climatiche.

E poi? Il cibo diventa il nostro corpo e la nostra mente, ciò che siamo e come stiamo.
Sembra retorica, filosofia spiccia, visione estrema a carattere spiritual chic, dottrina. Ma è semplicemente la natura che ognuno di noi può provare su di sé.

Cosa intendo per energia del cibo? Ciò che esso produce su di me
E non solo come alimento, ma come lo scelgo, come lo cucino e come lo mangio.
Mi spiego. 

Come scelgo? Come cucino? Come lo mangio?

In base alla classificazione generale: cereali, verdure, legumi, condimenti
In base al colore: rosso, giallo, bianco, nero, verde
In base alla condizione climatica: cibi più raffreddanti o riscaldanti, espansivi o contraenti.
In base al mio stato d’animo: eccitazione, tranquillità, stress, etc..
In base al bisogno quotidiano: se faccio attività fisica, se svolgo attività mentale, se mi relaziono con altri, se lo stato di salute non è ottimale, se voglio “coccolarmi”, se mi serve rafforzarmi
In base agli impegni: se ho più o meno tempo per stare in cucina, se cucino per me e il bimbo o per un pranzo tra amici, se è un pasto “curativo” /disintossicante o un pasto conviviale
In base all’effetto che voglio ottenere: cibi poco cotti, cotture lunghe, fritture, salamoia, cibi crudi
In base a dove sono: a casa, da amici, al ristorante. L’importante è star seduti, masticare, masticare, masticare, essere tranquilli, dedicare del tempo e che vi sia armonia.

Ogni giorno, in ogni pasto, avviene un incontro. Un incontro tra energie: del cibo, dell’uomo, dell’ambiente.

Quindi penso sempre alla natura del cibo, a chi lo cucina e con quale energia, e il luogo/spazio dove questo cibo viene consumato. Nella consapevolezza di ciò vi accorgete di quanto questo è importante e carico di significato per noi, su di noi, per gli altri.

Ora vado in cucina :-)

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