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Blog di Cristina Savi - DIRE FARE MANGIARE


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mercoledì 10 aprile 2013

M'ama, non m'ama



Titolo insolito ispirato dalla natura e dal ricordo dell'infanzia.

Complice un controllo biennale dall'oculista mi son trovata per la quasi totalità della mattina con vista annebbiata, divieto di mettermi alla guida (a rischio l'incolumità dei perdoni) e l'impossibilità di  leggere qualsiasi cosa che non fosse stato scritto in stampatello e di dimensione 50x70 cm a lettera.

Quindi ho passeggiato all'aria aperta, alla ricerca di tanto verde e di un contatto diretto con la natura. E cammina- cammina, la mia mente lavora-lavora (come sempre, del resto per il ki delle 9 stelle il mio secondo numero, quello legato alla comunicazione e al pensiero, è 9. Il che significa mente super-attiva. Ma questo è un altro discorso e  lo tratteremo poi.)

 
Pensavo al risveglio della vegetazione dopo il lungo inverno, a tutte le "erbe" di colore verde che stanno coprendo i prati e pensavo a quanto bene stavano stamane fiori e piante quando finalmente sono stati illuminati e riscaldati dal sole. 

E ho iniziato a riflettere sullo yin e sullo yang intorno a me. Di come questa polarità universale fosse presente ovunque.

Sono incappata in una distesa di "pratoline",  le piccole margheritine di prato che rappresentano benissimo questo concetto di equilibrio tra espansivo e contraente.

I fiori sono la parte yin della pianta, e più sono ricchi di polline e petali che si aprono a raggiera e più sono yin. Con energia espansiva. La pratolina è molto yin.

Al calar della sera, di notte, tutti elementi yin, e fino ai primi raggi solari le pratoline sono chiuse, con le corolle come contratte, già perchè  yin respinge yin (il fiore si chiude) e il freddo contrae. Così la pratolina assume caratteristica yang: contratta.

Poi con il calore solare e la luce (fattori yang), la margherita si riapre, come in un stiramento totale alla sua massima espansione. Torna alla condizione yin. 

Ho immaginato questo piccolo fiore nella sua alternanza di apertura e chiusura in perfetta armonia con l'ambiente circostante. Ho pensato al cuore (e per questo forse si usava questo fiore per il tradizionale "m'ama, non m'ama") e all'apertura e chiusura della mano nel gesto di salutare. 

Ho deciso di raccoglierne alcune, chiuse e aperte, e portarle a casa:

1) per sperimentare un effetto scenografico, scoperto un anno fa da Maria Cristina Pasquali durante un corso sul consumo delle erbe spontanee.

Ho preparato il brodo con carote e sedano per potermi fare la zuppa di miso semplice. N.d.r.: il miso è ricco di fermenti vivi, risolve molti problemi digestivi e consumato prima del pasto sotto forma di zuppa aiuta proprio la digestione. Oltre ad essere uno straordinario alleato dell'intestino e un elemento di grandi qualità "energetiche"( Lo vedremo nel dettaglio durante il corso base di cucina).

Ma torniamo al brodo. Ho aggiunto qualche germoglio e dell'erba cipollina (sempre parte del raccolto mattutino) che ha conferito al mio piatto freschezza e sapore pungente, forte polarità, in contrasto alle verdure cotte, al sapore salato, e al caldo. E alla fine il colpo di scena. Adagiando le pratoline chiuse sul mio brodo caldo queste si sono aperte completamente. Belle da vedere. Ma essendo commestibili le ho anche mangiate. Un tocco di femminilità al piatto.

E per finire la conferma: il calore umido, se vi è contrazione e tensione aiuta a rilassare e a distendere. Ne parleremo venerdì sera durante la conferenza. E grazie pratoline per questa lezione odierna!


2) e per portare bellezza e primavera tra le stanze



Vi auguro una buona giornata, buoni pensieri e vi consiglio di camminare all'aria aperta.

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